Perso nella Lettura di Henri Fantin-Latour

Ciò che mi aveva attirato, quel sabato mattina di metà maggio, al museo di belle arti di Lione, non era il semplice desiderio di fare l’ennesimo giro nelle grandi sale espositive, e così dare una bella ripassata ai tanti capolavori che vi sono presenti. Un dibattito, nello spazio conferenze del museo si sarebbe svolto un dibatto tra tre scrittori : l’autrice italiana Simonetta Greggio, lo svizzero Daniel de Roulet e il francese Serge Mestre avrebbero discusso sul ruolo dell’uomo – e della donna – di lettere davanti all’opera d’arte. Per uno che tiene un blog d’arte moderna e contemporanea, intuirete facilmente, questo era un appuntamento da non mancare.

Arrivato al museo con una ventina di minuti d’anticipo, tuttavia, e sprovvisto di dispositivo smartphone con cui annegare la noia dell’attesa, decidevo di effettuare comunque una breve perlustrazione tra i saloni ; girovagare anche in maniera rapida nella sezione del museo che preferisco, quella dedicata all’arte moderna, sarebbe stato un’ottima introduzione alla conferenza a cui avrei successivamente assistito. Courbet, Degas, Manet, Renoir, Monet… i nomi sono sempre quelli, però, vi confesso anche con il rischio di parere banale, che gioia è ogni volta riscoprire i loro meravigliosi dipinti ! I mari in tempesta di Gustave Courbet, la foschia londinese di Claude Monet, le leggerissime ballerine di Edgar Degas… A catturare la mia attenzione, d’altro canto, ancora prima che potessi ritrovare gli artisti a me cari, erano due persone che restavano un poco appartate, come se volessero isolarsi dall’ambiente circostante.

La Lettura
Henri Fantin-Latour
1877. Olio su tela

Due giovani donne, vent’anni appena compiuti, erano sedute attorno a un tavolo, vicino all’angolo di una piccola stanza, e lì, viste da distante, sembravano quasi in meditazione. Impiccione come sono, non ho potuto resistere alla tentazione d’indagare su una scena che trovavo talmente inusuale si svolgesse in un museo d’arte. Per evitare di mostrarmi inopportuno, mi sono avvicinato a loro in modo silenzioso, camminando in punta di piedi, e così, giunto infine in prossimità, ho capito quale fosse l’occupazione in cui erano impegnate. Stavano leggendo, o per meglio dire, l’una leggeva ad alta voce un libro mentre l’altra rimaneva in semplice ascolto.

Autoritratto
Henri Fantin-Latour
1861. Olio su tela

Una situazione, questa, che giudicavo indubbiamente bizzarra, dato il contesto in cui si presentava, ma che non si limitava a suscitarmi del semplice stupore. Come spiegarvela ? Sembrava straniarmi, riportarmi indietro nel tempo, ecco cosa, la singolare circostanza sembrava portarmi in un’altra epoca, il diciannovesimo secolo, quando la lettura – la lettura di novelle e romanzi – era considerata un’attività d’evasione ad appannaggio soprattutto del pubblico femminile. A leggere erano perlopiù le donne, le donne d’estrazione borghese : le colte e raffinate borghesi lavoravano poco e leggevano molto, vivevano in un mondo di belle parole e personaggi immaginari. Per gli uomini valeva invece l’esatto contrario.

Le due lettrici che mi apparivano quel mattino primaverile nel museo di belle arti di Lione, ciononostante, avevano un’aria tutt’altro che svagata ; l’espressione dei loro volti era austera, compunta, lontana dalla quieta meraviglia che talvolta si scorge nello sguardo delle persone immerse nella lettura, tanto da conferire a tutta la scena un carattere grave, come se si trattasse di una cerimonia sacra. Vestite di nero, poi, con i capelli raccolti dietro le tempie e una luce che cadeva in verticale sulle loro teste, presentavano qualcosa d’inquietante. Approssimatomi abbastanza da distinguere con chiarezza la voce della lettrice, scoprivo finalmente qual era il contenuto del libro che le coinvolgeva tanto. Poesie, poesie in lingua francese, le due giovani donne erano rapite da versi che mi piaceva immaginare concepiti da Charles Baudelaire. E a quel punto, domanderete voi, cosa mi restava da fare ? Rendermi alla conferenza che stava per cominciare, o perdermi nell’incanto con le due fosche sirene ? Si fosse trattato di un episodio reale, invece che di un semplice dipinto dell’artista francese Henri Fantin-Latour, sarei probabilmente rimasto lì, in compagnia delle due lettrici. Ma purtroppo il sogno era finito, e avevo ormai riaperto gli occhi.

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