Le acqueforti di Charles Sénard

Non so, davvero, come possa essere venuto loro in mente. Se a ispirarli siano stati una tristissima ironia, un gusto decisamente perverso, una strana fascinazione per l’anatomia umana ; oppure se si siano lasciati trascinare dalle notizie di guerra e pandemia che oggi affollano la cronaca internazionale. Certo è che i commissari d’esposizione del Museo di Belle Arti di Lione hanno avuto una bella pensata : allestire, nel corso dell’inverno scorso, una mostra dedicata alla morte, tema sempre d’attualità ma che negli ultimi tempi sta riscuotendo un malaugurato successo.

La Donna e la Morte
Charles Sénard
1911 – 1914. Acquaforte e punta secca su carta velina

À la mort, à la vie ! raccoglie una selezione di 150 opere realizzate dal XV secolo d.C. fino ai giorni nostri e accomunate da una visione fosca e precaria della realtà. Disegni, dipinti, sculture, installazioni, fotografie, stampe e acqueforti che se non mettono di buon umore, mostrano come l’arte d’epoche differenti si sia rifatta ad atmosfere lugubri e situazioni grottesche senza perdere carica vitale, anzi dando spesso risultati d’altissimo pregio.

In questa fiera delle vanitas, tra crani, scheletri e danze macabre, anche io ho trovato il mio osso da sgranocchiare. Complice forse la recente lettura di alcuni racconti di H.P. Lovecraft, scrittore americano specializzato in orrori e cose strambe, non ho potuto resistere davanti a una serie d’immagini colme d’angoscia e disperazione. Erano delle illustrazioni su carta ottenute mediante una tecnica calcografica ormai in disuso, l’acquaforte, e il loro autore è Charles Sénard, pittore e incisore lionese vissuto a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo.

Di lui, di Sénard, malgrado nella città di Lione si trovi una via che porta il suo nome fino a quel momento ignoravo totalmente l’esistenza. Nato nel 1878 a Caluire-et-Cuire, placido quartiere a nord dell’area urbana, rappresentava il perfetto esemplare del borghese colto e scapigliato ; suo padre, Jean Nicolas Sénard, era gioielliere, mentre sua madre,  Marie Joséphine Requien, sarta. La sua indole artistica e irrequieta si manifestò già all’adolescenza, quando fece di tutto per evitare l’apprendistato presso la bottega di un tappezziere cui i genitori l’avevano destinato : lui voleva disegnare, dipingere, dare forma e colore alle idee che gli ronzavano in testa ; normale allora che le sue aspirazioni fossero rivolte a un luogo dove valorizzare appieno la propria creatività, la Scuola di Belle Arti di Lione.

Scena macabra
Charles Sénard
1911 – 1914. Acquaforte

Compiuti quindi i diciott’anni, e vinta la resistenza della famiglia che non vedeva di buon occhio le velleità artistiche del giovane Charles, egli riuscì a integrare questa prestigiosa istituzione. Qui, allievo indisciplinato di Adolphe-Louis Castex-Dégrange, pittore esperto in nature morte, si distinse per il talento spontaneo, l’immaginazione debordante, la rapidità nel lavorare. E una volta diplomatosi e partito con gli amici in un tour de Franceartistico, applicò a tal punto la lezione del maestro Castex-Dégrange che decise di guadagnarsi da vivere dipingendo e vendendo immagini floreali. I colori accesi e l’impronta decorativa dei suoi quadri incontrarono presto il gusto del pubblico, sicché tornato a Lione, nel 1905, in poco tempo divenne una celebrità artistica locale. Mostre private, fiere internazionali, articoli di giornale a lui dedicati.

Vanità delle vanità
Charles Sénard
1911 – 1914. Acquaforte

Accanto però alla produzione pittorica più convenzionale, quella che gli garantiva fama e profitti, Charles Sénard sviluppò una vena alternativa, quasi un secondo stile. Come se qualcosa, in lui, un aspetto cupo e irriverente della sua personalità, avesse bisogno di esprimersi altrimenti. Già nel 1903 egli aveva realizzato delle illustrazioni per un testo di Edgar Allan Poe, presentate al Salone della Società degli artisti lionesi, ma fu con il passare degli anni, all’approssimarsi della tragedia della Grande Guerra, che la sua visione pessimistica del mondo andò radicalizzandosi. Il pittore di mazzi di fiori e oggetti inanimati covava una profonda inquietudine per la piega che la società stava prendendo – la povertà, la corruzione dei costumi, l’instabilità politica lo toccavano particolarmente – e per raffigurare questo suo sentimento capì la necessità di ricorrere a una tecnica che non fosse l’abituale pittura a olio.

L’acquaforte era una pratica artistica molto antica, risalente addirittura al Medioevo, che dopo aver subito un lungo calo d’interesse a inizio ventesimo secolo stava vivendo una momentanea ripresa. Forse in reazione alla corrente impressionista, che concepiva la pittura come la registrazione di un istante, d’una sensazione, di un’atmosfera, e privilegiava pertanto la creazione all’aria aperta, in Francia alcuni artisti riscoprirono l’acquaforte, che invece richiedeva un minuzioso processo di studio e lavorazione, svolto perlopiù nel chiuso dell’atelier.

Il Carro della Morte
Charles Sénard
1911 – 1914. Acquaforte e punta secca su carta velina

La prima fase nella produzione di un’acquaforte, infatti, consisteva nell’incidere con una punta d’acciaio lievemente arrotondata una lastra metallica ricoperta di un sottile strato di cera o mastice, così da tracciare i contorni del disegno che si voleva ottenere. Immersa poi la lastra in un bagno di acido nitrico e acqua, la si lasciava corrodere dall’acido nei punti non protetti dal coprente, e dopo averla estratta dal bagno e lavata con benzina o acquaragia si passava alla stampa su carta mediante torchio calligrafico : ecco infine comparire l’illustrazione preliminarmente incisa. Applicandosi allora a questa tecnica, Charles Sénard concepì una piccola collezione di scene macabre all’opposto dei suoi lavori abituali.

Scena macabra
Charles Sénard
1911 – 1914. Acquaforte e punta secca su carta velina

Nelle visioni di supplizio, di devastazione, di terrore, il pittore francese fece confluire l’antica tradizione incisoria, quella dei grandi maestri tedeschi Hans Holbein e Albrecht Dürer, ma anche lo spirito mordace e dissacrante d’epoca moderna. Se infatti in Germania l’estetica espressionista offriva un ritratto crudo e impietoso della realtà, su giornali e riviste di tutta Europa venivano pubblicate vignette satiriche senza peli sulla lingua, umorismo nero contro il potere, le istituzioni, le ideologie : il malessere collettivo e le psicosi individuali prendevano le sembianze di personaggi caricaturali, figure mostruose, paesaggi distorti, e Sénard ricreò tutto questo nel formato ridotto proprio all’acquaforte. Era, nelle sue immaginette larghe poco più di una spanna, un florilegio di corpi in decomposizione, accozzaglie di spettri, cavalcate infernali. Era il trionfo dell’emozione sulla ragione, della cupidigia sulla temperanza, del cinismo sulla pietà. Era il trionfo della morte : quella che di lì a breve milioni di giovani uomini avrebbero trovato sui campi di battaglia della prima guerra mondiale.

Le immagini riportate sono state cortesemente fornite dall’archivio del Museo di Belle Arti di Lione.

 


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