Nel blu dipinto di Klein

Conoscevo un tale, un furbo, che diceva di voler brevettare l’aria che tutti respiriamo. Bella pensata, la sua : peccato che non teneva conto di alcuni limiti al diritto di brevetto. Oggetto di brevetto, infatti, non può essere qualsiasi cosa ci passi per la testa ma esclusivamente le invenzioni nuove, frutto di un’attività inventiva. Tutto il resto è chiacchiera, o al più barzelletta.

Monocromo blu senza titolo
Monocromo blu senza titolo
Yves Klein
1959

Per rendervene conto, considerate un attimo alcune delle invenzioni più celebri da due secoli a questa parte. Samuel Colt brevettò la rivoltella. Antonio Meucci brevettò il telefono. Archimede Pitagorico brevettò il fido aiutante Edi. Yves Klein, invece, il grande artista francese Yves Klein, brevettò il blu. Il blu ? Sì, il blu.

L’International Klein Blue, conosciuto più semplicemente come Blu Klein. Certo, diranno gli scettici : e Alvaro Vitali brevettò la pernacchia con la lingua di fuori. Battutacce a parte, Yves Klein fu probabilmente uno degli artisti più eclettici del XX° secolo, e l’idea di brevettare una particolare tonalità di colore rientra nel suo personalissimo percorso artistico.

Venere blu
Venere blu
Yves Klein
1962

Le intuizioni, anche quelle nel campo dell’arte, non nascono spontanee come funghi ma sono il risultato di un processo di ricerca, di elaborazione creativa e intellettuale. Un percorso che può durare anche diversi anni. Quando infatti Klein deposita presso l’Istituto nazionale di proprietà industriale la domanda di registrazione della particolare composizione di blu, il 19 maggio 1960, il suo gesto non è visto come l’ennesima stravaganza di un artista svaporato. Il suo è piuttosto un traguardo raggiunto, una concretizzazione formale. Una presa di posizione definitiva. Il blu come lo dipingo io è mio : il mio blu ! D’accordo Yves, il tuo blu. Ma il blu come lo dipingi tu, il Blu Klein, cos’ha di tanto speciale ?

Vi dicessi che le sue coordinate RGB sono 0, 47, 167, non vi direi nulla. Brillante, acceso, omogeneo. Il Blu Klein è un colore assoluto : esistenziale. Il dettaglio sufficiente ed eclatante che fa di un quadro un’opera d’arte. Anche perché, spesso, il quadro si limita a un solo colore : o meglio, solo al colore. Dopotutto quelli erano gli anni in cui Jean-Paul Sartre ciondolava per i café di Parigi divagando su essere ed esistenza, mentre al di qua delle Alpi il nostro Domenico Modugno sussurrava di sogni aerei e vaghi smarrimenti cromatici. A differenza del filosofo francese e del cantante venuto dalla Puglia, Klein lascia però che il colore parli da sé.

Antropometria dell'epoca blu
Antropometria dell’epoca blu
Yves Klein
1960

Quadri, tanti quadri, tutti di un’unica tonalità. Il blu. La pittura nella massima purezza, nell’assoluto artistico, la si può trovare soltanto in versione monocroma. Tele di un unico colore con applicate spugne imbevute di pittura blu, ma anche sculture di colore blu, disegni di diverso formato e mappamondi di una Terra ormai completamente invasa dall’oceano mare. Fino a quelle opere a metà strada tra la body art e la performance che prendono il nome di antropometrie : calchi blu di corpi di giovani modelle su grandi teloni di carta, tracce umane di un pensiero che trascende la fisicità e va oltre la figurazione, oltre il cielo, oltre il mare, verso l’infinito. Nel blu, dipinto da Klein.

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