Oh Bacon, Bacon, perché sei tu Bacon ?

Mi riviene in mente la mia professoressa d’italiano del liceo. A me, che con l’italiano non sono mai andato troppo d’accordo : basta vedere adesso come scrivo. Mi riviene in mente non per i voti bassi che prendevo nei temi, ma per una frase con cui se ne uscì a proposito del Paradiso di Dante Alighieri. Il Paradiso, terza e ultima parte della Divina Commedia, solitamente viene studiato l’anno conclusivo delle scuole superiori. Il supplizio finale subito da ogni studente prima della definitiva liberazione dall’odiatissimo Alighieri (a meno che poi non si commetta il tragico errore d’iscriversi alla facoltà di lettere).

Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione
Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione
Francis Bacon
1944. Olio su tavola

Era ottobre dell’anno scolastico cui sarebbe seguita la maturità, forse già novembre, e del Paradiso noi non avevamo letto neanche il primo verso. Come mai, osai domandare alla professoressa d’italiano, come mai non iniziamo la lettura e l’analisi dell’ultima cantica della Divina Commedia ? Sì, lo so, è vero che siamo in ritardo, mi rispose lei, ma con il Paradiso a me succede sempre così : è troppo bello. bacon-1-minPer la mia professoressa del liceo, il Paradiso di Dante Alighieri era troppo bello. Come un gioiello prezioso, o un fiore raro e delicato : forse temeva di rovinarlo ? All’epoca la cosa mi fece quasi sorridere, ma oggi penso di averne finalmente compreso il senso. E questo – ironia del contrappasso – grazie a un dipinto eccezionalmente brutto.

Tanto il Paradiso di Danti Alighieri è divinamente bello, quanto Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione dell’artista irlandese Francis Bacon è eccezionalmente brutto. Così brutto che quando l’ho scoperto alla Tate Britain di Londra, ottobre scorso, non ho potuto che dar ragione alla mia professoressa : la bellezza, la vera bellezza, quella pura e immacolata, spetta al Regno dei Cieli. Qui in Terra non ci rimane che una grande montagna di merda. E allora viva la merda, evviva colui che fece della merda un degno e compiuto soggetto artistico. Francis Bacon : il pittore della merda, il pittore della umana realtà.

bacon-2-minL’artista dipinse i Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione in uno dei periodi più difficili della sua carriera. Passata la trentina, a inizio anni ’40, Bacon navigava in cattive acque : i riconoscimenti tardavano a venire, il portafogli era più vuoto che pieno, l’ispirazione mancava spesso all’appello. Al di fuori di un ristretto circolo d’intellettuali londinesi, erano in pochi a scorgere delle reali potenzialità nel suo stile ancora acerbo, fortemente debitore delle fascinazioni surrealiste e cubiste. Ma un giorno, la sorpresa. Macché sorpresa, di più ! Il cazzotto inaspettato che mandò tutti al tappeto. Nell’aprile del 1945 la galleria Lefevre di New Bond Street, a Londra, espose il primo, maestoso trittico di Bacon : il suo vero primo quadro, come dirà poi l’artista stesso.

Non si sa se Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione nasca già come un trittico nelle intenzioni del suo creatore, oppure sia un semplice assemblaggio di dipinti realizzati in epoche diverse. Fatto sta che la crocifissione di cui parla il titolo non vedrà mai la luce, e il pubblico inglese accoglierà l’inatteso exploit quasi come un attentato alla propria sensibilità sfinita dai recenti avvenimenti. Cerchiamo di capirli, gli inglesi : le bombe tedesche avevano appena smesso di piovergli in testa, e uno sconosciuto artista dal nome altisonante (Francis Bacon in italiano si traduce come Francesco Bacone : proprio lui, il celebre filosofo) se ne usciva con un dipinto che più angoscioso non si può.

bacon-3-minMa chi si credeva di essere, questo giovane irlandese : Pablo Picasso ? Ebbene sì, il modello di Francis Bacon era davvero l’artista spagnolo, il Picasso artefice di quell’enorme affresco sulla crudeltà umana rappresentato dal Guernica : un quadro concepito a partire da un triste episodio della guerra di Spagna e divenuto in breve tempo simbolo tragico del ventesimo secolo. Francis Bacon puntava in alto, molto in alto. Benché fosse pittore autodidatta, conosceva bene la Storia dell’arte e la Storia in generale.

Il suo trittico del 1944, tuttavia, non si rifaceva a un evento preciso : a ispirarlo erano l’orrore, lo spavento, l’incredulità nei confronti della ferocia nazista mischiati alla forte suggestione lasciata in lui dalla scoperta della tragedia greca. Dalle foto del Führer e dai versi di Eschilo, dal ghigno di Hitler e dal furore delle Erinni nascevano le tre minacciose creature dipinte dall’artista. Tre esseri resi tanto più mostruosi da sprazzi d’inquietanti fattezze umane : la frangia che copre gli occhi e la fronte della creatura di sinistra, l’orecchio della creatura di destra, la bocca digrignante della figura centrale… Che dire ? Troppo brutto per piacere a tutti, Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione di Francis Bacon : troppo brutto per non piacere a me.

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