Metti l’ago, filo e nodo a Milano

Ma a voi piace ? Ve lo chiedo perché l’Ago, filo e nodo in piazza Cadorna di Milano è una di quelle opere che fatico ancora a capire. Una scultura in due parti, un filo avvolto attorno a un ago e poco distanti due fili che si allacciano in un nodo. Tutto in formato gigante. A una prima occhiata si rimane facilmente colpiti. E poi ? E poi vengono le domande. Ma come può qualcuno concepire un’installazione del genere ? E soprattutto, ma quel qualcuno chi è ?

ago-filo-nodoMettete da parte stilisti, costumisti, shampisti e pubblicisti : l’Ago, filo e nodo è merito del guizzo di un artista lontano dalla classica movida meneghina. Uno svedese naturalizzato americano. Claes Oldenburg, nato a Stoccolma nel 1929 e ora residente negli Stati Uniti. Arte pop, arte di massa, arte da piazza.

Piazza Cadorna, febbraio 2000. L’alba del nuovo millennio. L’imponente struttura che compone l’opera di Oldenburg viene eretta davanti agli occhi ancora increduli dei curiosi milanesi : l’ago, il filo e il nodo, roba che serve per cucire, giusto ? Ma sì, certo, la scultura dell’artista americano è un chiaro omaggio alla Milano degli ultimi anni, la Milano della moda, del lusso, delle scarpe di camoscio e delle mutandine firmate. Noi siamo quelli che vestono bene, quelli che vestono made in Italy, quelli che l’eleganza di James Bond ci fa un baffo. E dato che le vetrine di via Montenapoleone sono troppo strette e in Galleria Vittorio Emanuele II girano le palle (del toro), la scultura extra-large è stata installata davanti alla stazione ferroviaria più battuta dai pendolari diretti a Saronno. Tutto qui ? No, c’è dell’altro.

ago-filo-nodo-2Visto che l’interpretazione modaiola è al limite dell’evanescenza, all’opera d’arte di Oldenburg sono state attribuiti anche altri significati. L’ago, il filo e il nodo sono prima di tutto degli strumenti di lavoro, del laurà à la milanes, la minuziosa laboriosità chic che fa l’orgoglio del capoluogo lombardo. Insomma, come se a Torino fosse posto un monumento alla Fiat che raffigura una chiave inglese e un motore a scoppio.

Se poi lo guardate bene, il filo dell’installazione in piazza Cadorna presenta tre colori. Giallo, rosso e verde. Le tre linee della metropolitana milanese all’anno 2000 – all’epoca la linea lilla non esisteva ancora. Embè ? Anche questa non è una coincidenza. I due fili che si allacciano nel nodo paiono scomparire nel pavimento ed emergere attorcigliati all’ago. Fili colorati, fili sotterranei : e anche la similitudine con le linee metropolitane è servita.

Direi che le probabili interpretazioni e le possibili metafore per il momento bastano, l’Ago, filo e nodo è stato sufficientemente scandagliato. Non mi rimane che domandarvi nuovamente : ma a voi piace ? Dai, a me sì.

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