Il Sudafrica di Selby Mvusi

Selby Mvusi. E chi lo sconosce ? Io lo conosco. Da poco, ma lo conosco. L’ho scoperto alla mostra Capolavori della Johannesburg Art Gallery – da Degas a Picasso al Castello Visconteo di Pavia. Un solo olio su tela è bastato per accendere l’entusiasmo. Ma che bello questo quadro ! Scommetto che è merito di un cubista francese, ho pensato a una prima occhiata, o di un tardo espressionista tedesco. Povero ingenuo. Questa è arte che viene da lontano, molto lontano, arte dell’Africa profonda. Dal continente nero mica arrivano solo maschere e statuine in legno : Misura della città è un impressionante spaccato di storia sociale africana. Un quadro che sta al Sudafrica degli anni ’60, periodo in cui fu dipinto, come una canzone di Bob Dylan poteva stare alla guerra nel Vietnam. Con l’unica differenza che il suo autore non conobbe lo stesso successo da hit parade del cantante americano.

Misura della città
Misura della città
Selby Mvusi
1962. Olio su tela

Vengo in casa tua, cambio la serratura, ti svuoto il frigorifero e se ti azzardi a protestare ti chiudo nello sgabuzzino. Questa è più o meno l’idea che mi sono fatto del regime dell’apartheid in Sudafrica scorrendo Wikipedia. Quando un uomo di pelle bianca incontrava un uomo di pelle nera, l’uomo di pelle nera era il primo a dire buongiorno. Ovvio che la situazione non poteva stare bene a tutti, e tra i tanti sudafricani scontenti troviamo in nostro Selby Mvusi. Artista ribelle, dissidente in cella d’isolamento, martire della libertà : niente di tutto questo. La vita di Mvusi ha poco a che vedere con il percorso classico del rivoluzionario da strada.

selby-mvusiNato nel 1929 a Edendale, cittadina nella provincia sudafricana del KwaZulu-Natal, studia belle arti all’università di Fort Hare e al Ndaleni Teachers Training College. I suoi lavori sono presto notati da importanti artisti nazionali, tanto da venire esposti nel 1956 alla prima Quadriennale di Arte Sudafricana. L’anno successivo il giovane Selby prende l’aereo (o la nave?) e si trasferisce negli Stati Uniti, per proseguire la sua formazione con un master in educazione artistica presso l’università della Pennsylvania e l’università di Boston. Emigrato e laureato, Selby Mvusi è talmente sconvolto dall’intensificazione della politica segregazionista nel suo paese d’origine, e soprattutto dal massacro compiuto nel 1960 a Sharpeville dalla polizia sudafricana, da decidere di non farvi più ritorno.

Nel corso degli anni ’60 la sua carriera come insegnante di discipline artistiche prosegue in Ghana e Kenya, affiancata da una fervente militanza per lo sviluppo del sistema educativo nei paesi disagiati. Professore, attivista, artista e poeta : tra una cosa e l’altra, prima di scomparire prematuramente nel 1967 in un incidente automobilistico, Selby Mvusi trova anche il tempo di dipingere. Misurare la realtà, come il quadro che mi piace tanto. Tre personaggi, un ragazzino timido accanto a due uomini dall’aria severa, quasi minacciosa. Non sono in posa : ci guardano, guardano noi spettatori dall’altra parte della tela, dall’altra parte della barricata. Questa è la nostra città, la nostra gente, il nostro popolo. Gli sguardi dei tre personaggi sono più loquaci di mille parole. Venite, venite a scoprire le nostre vite, la nostra terra, il nostro paese. Venite a scoprire la nostra Africa.

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