Scontro tra pachidermi

Ho scoperto che qualcuno mi pensa. O meglio, qualcuno pensa a questo blog. Recentemente, infatti, sono venuto a conoscenza di un interessantissimo artista contemporaneo grazie alla segnalazione di un amico. “Serge Van De Put è il più grande scultore della Storia dopo Michelangelo” è così che me l’ha presentato il mio amico “pertanto, visto che Michelangelo non è propriamente un contemporaneo, devi per forza scrivere qualcosa su di lui”. Sì beh, anche il mio amico è a suo modo un po’ artista. Ma sta di fatto che quando ho visto una foto di una delle opere più famose di Van De Put ho faticato a non dargli ragione.

dumbo
Dumbo
Serge Van De Put
2008. Gomma, legno, metallo

Bello l’elefante, vero ? Si chiama Dumbo, e Serge Van De Put l’ha realizzato con della gomma recuperata da vecchi pneumatici per motociclette. Vecchi pneumatici per motociclette : ecco l’ennesimo furbacchione che ricicla spazzatura per farne dell’arte, penseranno i maligni. Le cose non stanno proprio così. Serge Van de Put nasce in Belgio nel 1958 e inizia la sua carriera creativa lavorando nella pubblicità e nel design, proprio come quell’artista americano che si divertiva a replicare i ritratti di Marilyn Monroe o i barattoli delle zuppe Campbell. Durante un soggiorno in Marocco, poco più di dieci anni fa, Van De Put incontra un ragazzo che lavora la gomma e viene pure a lui la voglia di lavorare la gomma. A volte basta un incontro per scoprirsi artisti. Per lo più realizza statue di animali, ma tra le sue creazioni si possono trovare anche personaggi umani. Tra una mostra e l’altra gira l’Europa, finendo per comprare casa a Savona e imparare l’italiano. Sul web circola persino una sua intervista in cui colorisce la lingua di Dante d’inconfondibile accento belga-fiammingo. Ma ora ritorniamo a Dumbo. Francamente il suo aspetto feroce, la proboscide che punta al cielo e lo sguardo minaccioso hanno poco a che fare con il tenero elefantino Disney.Pirelli Quello a cui mi fa piuttosto pensare è un vecchio manifesto pubblicitario della Pirelli risalente agli anni ’50, ideato da un altro creativo indeciso tra arte e pubblicità. Il torinese Armando Testa. La creatività, ho letto da qualche parte, non è inventare qualcosa di nuovo, ma consiste nel combinare elementi già esistenti con connessioni nuove. L’artista belga prende vecchi copertoni e li assembla tra loro per creare nuove forme, nel nostro caso un elefante. Il pubblicitario italiano prende un copertone (l’immagine di un copertone) e mediante un abile gioco di prospettive e accostamenti lo trasforma nell’aggressiva proboscide di un elefante, finendo per creare una potente metafora visiva. Il copertone Pirelli è la testa di un elefante, il prolungamento ideale della sua proboscide, ovvero è robusto e forte come un elefante, ovvero dotare la propria automobile di gomme Pirelli garantisce resistenza alle asperità del terreno e tenuta della strada. Mmm… penso che sto diventando un po’ troppo pesante, forse per oggi è meglio piantarla lì. Ah, vi domandate chi tra i due elefanti alla fine abbia vinto lo scontro ? Dumbo è stato presentato alla Biennale di Venezia del 2009 e nel 2011 si è aggiudicato il Prix de la Napoule de La Napoule Art Foundation di Cannes, dove attualmente è esposto. Armando Testa si è accontentato di diventare il pubblicitario italiano più famoso al mondo.

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