Da una storia vera

Blogger trentenne sfigato : Buongiorno street-artista super figo e super conosciuto ma dall’identità misteriosa, poeta della notte e decoratore dello squallore urbano. Le volevo chiedere se durante le Sue sortite clandestine di creazione artistica nei meandri metropolitani, La potessi accompagnare e osservare da vicino come lavora. Sarei infatti molto lieto di scrivere della Sua magnifica attività artistica sul mio blog.
Street-artista super figo ma dall’identità sconosciuta : Eh, ma per chi mi prende ! Mica porto gente con me nei tunnel della metropolitana, di notte, quando vado a fare dei graffiti clandestini, come se portassi dei turisti a spasso per la città !

…cinque secondi dopo…

Ragazza ventenne ultra gnocca : Ciao street-artista etc… Posso venire con te quando la notte vai a fare i graffiti nei luoghi più impensabili della città ? Mi piacerebbe troppo provare il brivido che provi tu, l’eccitazione di fare qualcosa di proibito, nascosto… E poi, davvero, i tuoi disegni sono trooooooooooppo belli.
Street-artista super figo ma dall’identità sconosciuta : Certamente, nessun problema. Ricordati solamente di portare una sciarpa perché la sera fa freddo.

Questo breve dialogo è tratto da una storia vera.

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3 risposte a "Da una storia vera"

  1. Mi ricordo quando li facevamo noi mezzo secolo fa…
    Le tipe non è che si intrippassero di quello che facevamo dell’ebrezza a o di quanto eravamo fighi…
    Però quando prendevi una chitarra suonavi e cantavi, la forma espressiva faceva sempre centro, e le tipe li si che arrivavano…
    Peccato che allora non capissero il nostro messaggio le istituzioni e il mondo dell’arte stesso.
    Ricordo quando proposi un mio progetto parlo del 1978 ( qualche annetto fa), tanto per dare qualche indicazione, in una città come Milano, per riempire attraverso dipinti tutti gli spazi vuoti delle facciate laterali dei palazzi, giusto per arricchire l’aspetto di una città in quegli anni buia e fredda, piena di nebbia e smog.
    Io e due altri artisti progettammo con tanto di bozzetti acquarellati per gli spazi disponibili in città con soluzioni di tipo paesaggistico e decorativo, ma l’indifferenza e l’idea ritenuta folle e troppo avanguardistica prese la meglio, beh forse direi la peggio…
    Oggi mi ritrovo la mia città che pulula di questi murales..
    Forse nacqui troppo presto, e il nostro messaggio non fu valutato attentamente per le sue potenzialità, tenendo conto che oggi i grandi marchi pagano cifre incredibili per avere questi spazi dipinti e poter pubblicizzare…

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