Il pittore Otto Dix e famiglia

Dato che siamo ancora in periodo di festività invernali, mi pare giusto rendere omaggio a questa bella tradizione che è il Natale presentando un’opera d’arte pervasa di spirito natalizio come lo possono essere il film Babbo bastardo o i fumetti del Grinch. Fin da piccolo, d’altronde, ho nutrito una strana simpatia per i guastafeste.

La Famiglia dell'Artista - Otto Dix
La Famiglia dell’Artista
Otto Dix
1927. Olio su tavola

L’opera in questione è un dipinto a olio su pannello di legno, realizzato nel 1927 dall’artista tedesco Otto Dix (1891-1969). Raffigurata, come specifica il titolo stesso del quadro, è la famiglia del pittore al completo : padre, madre, figlia e figlioletto in tenerissima età, riuniti per celebrare la felice venuta del neonato. Da un artista di origini proletarie, passato per l’austerità della corrente espressionista e le follie del movimento Dada, e soprattutto ancora profondamente tormentato dai ricordi delle atrocità vissute sui campi di battaglia della Prima guerra mondiale, una scena d’idillio famigliare era l’ultima cosa che ci saremmo potuti attendere.

Senza essere un pittore militante o un uomo apertamente impegnato in politica, Dix aveva sviluppato una forte empatia per problematiche sociali, argomenti sensibili che negli anni a venire gli costeranno la condanna del regime nazista. Soggetto prediletto dei suoi lavori, infatti, era il popolo di emarginati e derelitti che l’artista incrociava abitualmente per le strade di Dresda e Berlino negli anni ‘20, mendicanti, ubriaconi, sfaccendati e prostitute, oltre agli ex combattenti ormai ridotti in stato d’invalidità fisica e mentale. Gli aspetti meno gradevoli della società tedesca tra le due guerre, quelli che la tronfia propaganda nazionalsocialista cercherà il più possibile di occultare, venivano ritratti da Otto Dix secondo uno stile schietto, impietoso, reale : lo stile predicato dal movimento artistico della Nuova oggettività, cui il pittore aderiva tra gli esponenti di maggior spicco.

Otto Dix e la moglie Martha
Otto Dix e la moglie Martha

L’idea del quadro di famiglia gli era ispirata dalla nascita del figlio Ursus, evento che toccava l’artista in maniera intensa. Figlio mio, figlio mio caro, per un padre non c’è gioia comparabile a quella di vedere gli occhioni del proprio bambino che lo scrutano curiosi : e allora, per una volta nella sua carriera, Dix pensava che l’arte poteva fare a meno di personaggi sinistri e situazioni angoscianti per dedicarsi invece a un momento d’incanto domestico. Alla faccia dei buffetti, dei cuoricini e della stomachevole melassa che normalmente inzacchera i quadretti di famiglia, tuttavia, il pittore tedesco rappresentava la scena di affetto parentale affogandola nell’oceano di crudezza in cui bagnano tutti i suoi lavori.

Facendo il verso alla pittura religiosa medievale, quella delle antiche pale d’altare raffiguranti la Vergine Maria china sul Bambino Gesù, Otto Dix disponeva i membri della propria famiglia secondo un canone ben rodato. Attorno al neonato, figura centrale dell’intera composizione, gravitano mamma, papà e sorellina. Martha, la moglie di Dix, veglia tranquilla dall’alto del riquadro sull’orribile infante, mentre la giovanissima Nelly, congelata in un’espressione di bambolotta pestifera, gli porge un minuscolo garofano, fiore preso a simbolo dal movimento operaio. A destra, poi, più in basso rispetto agli altri, fa capolino con la testa l’artista stesso : mascellone prominente, denti storti e uno sguardo da pirla di cui manco Homer Simpson sarebbe capace, il pittore carica i propri tratti fino al grottesco, rappresentandosi più brutto di quanto in realtà fosse.

Eccola, la famiglia ideale, ecco il ritratto della felicità domestica secondo il genio perverso di Otto Dix. Viene da domandarsi se l’artista non ci mettesse in cèlia – modo sontuoso per indicare la più greve presa per il culo – ma dato che siamo a Natale, e a Natale, si sa, sono tutti più buoni, facciamo almeno finta di stare al gioco. Dopotutto, come negarlo : non trovate che il piccolo Ursus sia davvero un bambino adorabile ?

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3 risposte a "Il pittore Otto Dix e famiglia"

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