Lo scoiattolo di Bordalo II

Dublino è una città che straripa d’arte, di letteratura, di musica : tanti sono i musei, i monumenti o i teatri, ce n’è davvero per tutti gusti. Dal musical contemporaneo alla mostra sull’anatomia umana, dallo spettacolo di strada alla visita guidata dei luoghi in cui James Joyce decise di ambientare le peripezie del suo Ulisse. Durante i tre giorni del mio soggiorno nella capitale irlandese, credetemi, non ho fatto altro che rimbalzare da un punto all’altro della città per scoprire le piccole e grandi meraviglie della sua straordinaria offerta culturale. Tre giorni – se si esclude la sbornia del venerdì sera – di puro nutrimento intellettuale.

Ora però non è mia intenzione raccontarvi il mio percorso da monumento a monumento, i ristoranti dove si mangia bene spendendo poco o l’inattesa simpatia del popolo irlandese. Questo, lo puntualizzo, non è un blog turistico.

Una sola opera d’arte, il primo vero post sul mio viaggio a Dublino voglio dedicarlo a una sola opera d’arte, la prima ad avermi colpito il mattino successivo al giorno del mio arrivo. E in linea con il carattere cosmopolita che sta sempre più assumendo la città, non si tratta della creazione di un artista irlandese. Come definirla, quest’opera di street art ?

Non è propriamente un graffito, e non è nemmeno un’installazione urbana. Direi piuttosto un murales in bassorilievo, calcato su di un basso edificio. Una figura di grandi dimensioni davanti alla quale è impossibile non rimanere a bocca aperta : non ero infatti l’unico, tra i tanti turisti di passaggio, a fermarmi in mezzo alla strada per scattare foto, provocando così l’irritazione dei tranquilli automobilisti locali. L’autore di questo scoiattolo gigante, anticipavo poco sopra, non è un nativo d’Irlanda ma un artista portoghese residente a Lisbona, tale Bordalo II.

Bordalo II – all’anagrafe Artur Bordalo – è un creativo che pratica l’arte del recupero : recupera materiale nelle discariche di rifiuti e ci realizza straordinarie composizioni zoomorfe : gatti, volpi, gufi, topi, lucertole, istrici, lupi, conigli… tutti costruiti con oggetti di scarto. La sua tecnica, oltre a produrre rappresentazioni d’innegabile impatto visivo, è tesa a sensibilizzare il pubblico su tematiche di tipo ambientale. Un ambientalista, Bordalo II, preoccupato dai danni che l’accumulo sproporzionato d’immondizia sta causando alla natura : i suoi animali realizzati con i rifiuti, infatti, sono sia un chiaro omaggio alla meravigliosa fauna che abita i nostri boschi, sia un messaggio d’allarme, un invito a metterci in guardia dal consumo indiscriminato colpevole di deteriorare gravemente l’ecosistema.

Partite dal Portogallo, le opere di Bordalo II stanno ormai invadendo città di tutto il mondo, dalla Germania alla lontana Thailandia. L’anno scorso, pensate, una galleria torinese ha persino imbastito una mostra a loro totalmente dedicata. E io che per scoprirle sono andato fino a Dublino… Evidentemente la spazzatura piace, quando è presentata sotto forma d’arte : purché non puzzino, io le creazioni di Bordalo II le esporrei anche in un museo.

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