A cena con Luciano Antonino

Il Re Nudo
Il Re Nudo
Luciano Antonino
2011. Acrilico e olio su tela

Dovevamo andare a una trattoria piemontese – già che ci trovavamo a Torino – ma dato che non erano neanche le 7 di sera e al ristorante in questione iniziavano a servire quasi alle 8, abbiamo ripiegato sulla classica pizzeria : chi mangia pizza campa cent’anni, ho detto al mio amico Luciano, e lui bofonchiando è stato allo scherzo. A me in realtà premeva soprattutto mettere i piedi all’asciutto, quella sera di novembre non la smetteva di piovere, e appena sedutici al tavolo ho tirato un sospiro di sollievo.

Due birre, no, io la birra non la bevo, una birra e un’acqua, sei il solito rompipalle, vede, cameriera, stasera lo decide lui cosa bevo, ma dai ! vada per la birra e un’acqua, dopo la pizza ci facciamo una grappa, vabbè…

Con Luciano Antonino anche le cose più semplici sembrano ingarbugliarsi, basta una leggera folata di vento per scombinare il fragile castello dei suoi pensieri. I suoi pensieri, già. Pare stupido a dirsi, ma Luciano è un uomo che non riesce a smettere di pensare. Maledetti pensieri : per sfogarli, figurarli, forse nella vaga speranza finalmente di liberarsene, lui i pensieri li disegna. I disegni, i pensieri di un artista corsaro. Ma quella sera di che cosa voleva parlarmi ?

Ah, sì, me lo accennava pochi giorni prima via email, recentemente aveva ripescato da qualche parte nel suo studio un dipinto risalente ad alcuni anni addietro. Il Re Nudo è un olio e acrilico su tela da 2 x 1,2 metri realizzato nel 2011, appartiene alla disperatissima serie arte terapia. Visto che una sua amica psicoterapeuta ne aveva elaborato una precisa interpretazione scientifica, ora Luciano desiderava sentire la mia opinione, l’opinione di me semplice profano di psicanalisi.

luciano-antonino-tovagliaAllora che cosa mi dici ? mi domandava mostrandomi una stampa del dipinto. Io vedevo tante cose, ne Il Re Nudo, tante facce, tanti colori, un re barbuto con una corona scintillante e uno strano monocolo, una donna popputa a forma di cuore rovesciato, simboli sparsi della pace, il tao, superman (quello in basso a destra è il logo di superman, no ?), un capitello dorico che pare un bidone dell’immondizia… E intanto che cercavo nel complicatissimo dipinto quello che non avrei mai trovato, buttavo un occhio su ciò che stava avvenendo sul tavolo a cui io e Luciano Antonino eravamo seduti.

Le pizze non erano ancora arrivate, la birra sì, ma la tovaglia di carta stava pian piano ricoprendosi di uno strano intrico di disegni in penna, una rete d’inchiostro che Luciano andava sviluppando con distratta nonchalance. Eccoli che ritornano, mi sono detto, i suoi pensieri. Lo schizzo per un tuo prossimo quadro ? lo provocavo. Non lo so, mi rispondeva serio Luciano. Dopotutto è così che iniziano molti dei suoi dipinti, da ghirigori casuali prendono forma figure riconoscibili, un pesce, un uomo, un orologio… Ecco, questo è per te : l’artista strappava il pezzo di tovaglia e mi regalava il suo disegno appena fatto. Almeno avrò qualcosa di cui parlare sul mio blog, commentavo intascandomi il piccolo regalo. Ti riferisci a Il Re Nudo ? si ridestava Luciano. Sì, dai, mi riferivo anche a Il Re Nudo.

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