Fantasticando sul viale d’alberi di Chaïm Soutine

E dire che i quadri di paesaggi non sono tra i miei preferiti. Campi fioriti, vedute marine, panoramiche alpestri. Promossi. Promossi ma con riserva. Forse perché in giro se ne vedono troppi, e il troppo si sa che storpia. Di tanto in tanto, tuttavia, incappo in dipinti come Il viale d’alberi di Chaïm Soutine, e a quel punto i miei pregiudizi crollano. Un paesaggio, una veduta silvestre, un ritratto della natura.

Il viale d'alberi
Il viale d’alberi
Chaïm Soutine
1935. Olio su tela

Perché questo e non un altro ? Penso che siano gli alberi a dare un certo effetto a tutta la composizione visiva. Gli alberi snelli, slanciati. L’inizio di un viale alberato : l’ingresso nella folta capigliatura di foglie, di rami, di fiori e di frutti. L’ingresso nella foresta. Adombrati dal rigoglioso spettacolo naturale, due minuscoli viandanti si accingono a immergersi nel verde. Verso l’ignoto, verso l’avventura. Un dipinto, Il viale d’alberi di Soutine, che farebbe bella figura a copertina di uno di quei romanzi picareschi che si scrivevano una volta. Viene quasi voglia di fantasticare su possibili storie, favole per bambini o racconti per ragazzi. Ci state al gioco ? Dai, comincio io.

In una tiepida mattina di fine marzo, all’epoca delle carabattole e dei cicisbei, prima che il mondo venisse di nuovo messo a testa in giù, il ricco mercante in balocchi (vendere giocattoli ha sempre pagato bene) e il suo fido galoppino erano diretti di gran passo alla fiera della contea. Presto che è tardi ! intimava il mercante al compagno di viaggio, arrivo, arrivo ! rispondeva quello. Tra banchetti di spezie, tessuti e unguenti, quello dei balocchi era il più atteso dai visitatori della fiera, e per questa ragione il furbo mercante aveva pensato bene di far precedere l’arrivo della merce alla venuta sua e del suo assistente. Tutto era pronto per dare il via alle vendite di bambole, trottole e cavallucci di legno : mancavano solo i due venditori. Ecco quindi spiegato il loro procedere affrettato sulla strada campestre.

Mezzogiorno. O forse poco più tardi. Arrivati a un punto in cui gli alberi si facevano più alti e la vegetazione più fitta, vero e proprio ingresso nel bosco, i due viandanti decidevano che era venuto il momento di fermarsi a prendere fiato. Una pausa prima dell’ultimo tratto fino alla meta : fino all’agognata fiera della contea. Seduti sul ciglio del cammino battuto, sotto i freschi raggi primaverili, i due discutevano del più e del meno, quando l’arrivo di un viaggiatore, proveniente dalla direzione opposta alla loro, bastava a interrompere il fragile idillio. Lo conoscevano ? Il giovane uomo dalla frangia liscia e bruna, vestito con giacca e camicia abbottonata stretta, in cammino sulla loro stessa strada, non aveva davvero l’aria familiare. Salve ! si rivolse lui a loro, salve ! replicavano quelli, domandandogli se per caso… Cosa dite, la storia la continuate voi ?

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