Arte e carte tra ‘800 e ‘900

Questo articolo è stato scritto da Erika Castorina. 

carte-da-giocoDa Caravaggio a Picasso sino ad arrivare a Boulogne e Cézanne, le raffigurazioni di uomini che giocano a carte sono un soggetto molto popolare nell’arte.  Questi quadri, infatti, offrono non solo un valore inestimabile dal punto di vista artistico ma permettono di approfondire, molto più dettagliatamente di quanto si possa pensare, le abitudini della società del periodo con spunti molto interessanti.

Riunirsi davanti a un tavolo di gioco era molto comune in tutti i ceti sociali, e le raffigurazioni in questione ci offrono anche una visione unica nella diffusione di giochi specifici, le modalità e le differenze con cui venivano giocati. Liberamente ispirato ad un articolo di Lorenzo Invernizzi, questo articolo si propone di commentare raffigurazioni artistiche di giochi di carte per un periodo di cento anni, tra il 1880 e il 1980, che inizia con Le Jeux de Bezique di Gustave Caillebotte del 1880.

Le Jeux de Bezique 1880 – di Gustave Caillebotte

Caillebotte, nato a Parigi da una famiglia agiata, cominciò la sua carriera artistica dopo un viaggio in Italia che lo ispirò al punto di fargli prendere la decisione di lasciare gli studi giuridici. A differenza del generale orientamento delle opere contemporanee verso la natura e la figura femminile, il tema dominante delle opere di Caillebotte è l’uomo. Anche le rappresentazioni degli interni sono molto care all’artista, ma la figura maschile rimane il soggetto prediletto che assume frequentemente sfumature sociali, rese sottilmente da atmosfere malinconiche e spente, sguardi eloquenti, importanti dettagli, simboli delle differenze sociali.

Le Jeux de Bezique
Le Jeux de Bezique
Gustave Caillebotte
1880. Olio su tela

Le jeux de Bezique (Bezique era un gioco di carte molto noto nella Parigi ottocentesca) racchiude tutto questo. Si tratta di un olio su tela dove l’artista ritrae un gruppo di uomini radunati attorno a un tavolo mentre osservano una partita a carte. Molto interessante l’utilizzo della prospettiva da parte di Caillebotte, egli è molto noto per questa sua tecnica ( basta dare uno sguardo al famoso Giovane uomo alla finestra ) e in questo caso l’ uso che ne fa è molto interessante in quanto l’uomo che sta seduto sul divano contribuisce non solo a dare molta profondità al quadro, ma allo stesso tempo simboleggia quell’atmosfera malinconica e spenta che enfatizza lo stato di depressione in cui sembra trovarsi il soggetto.

Bluffing, 1885 – di John George Brown

Bluffing
Bluffing
John George Brown
1885. Olio su tela

Durante la sua infanzia, Brown aveva sperimentato i disagi di una vita povera e difficoltosa, ma nonostante questo le strade e gli scorci raffigurati nei suo quadri sono sempre gioiosi e molto ben curati. Dipingere qualcosa di troppo cupo e sordido sarebbe stato molto impopolare nell’alta classe dalla quale provenivano la maggior parte dei suoi commissionari.

In questo olio su tela in particolare sono raffigurati due bambini, con vestiti logori e strappati, mentre giocano a carte. I due soggetti sono completamente immersi nel gioco al punto tale che il contesto sembra passare in secondo piano. Il titolo Bluffing potrebbe suggerire un particolare momento del gioco del poker, o semplicemente il fatto che i due ragazzini stessero fingendo di giocare. Il quadro, come già detto, si focalizza sul gioco e questo potrebbe essere stato anche un tentativo da parte di Brown per distogliere appunto l’attenzione dal contesto sociale raffigurato e rendere più appetibile l’opera ai suoi acquirenti.

Showdown, 1885 – di Albert Beck Wenzell

Nei suoi dipinti Wenzell raffigura spesso scene di ricchezza e di ottimismo, che riflettono a pieno la Belle Époque. I suoi soggetti e gli ambienti sono sempre molto ben curati. L’artista solitamente riceveva commissioni da ricche famiglie americane che volevano opere d’arte raffiguranti scene molto affascinanti. I suoi soggetti prediletti erano spesso donne belle e alla moda che interagivano con signori più anziani in un ambiente domestico familiare. In Showdown, tuttavia, l’artista ritrae solo uomini, in giacca e cravatta, impegnati in ciò che sembra essere la fase finale di una partita di poker.

Showdown
Showdown
Albert Beck Wenzell
1885. Olio su tela

In questo olio su tela, che Wenzell realizzò all’età di 31 anni, l’attenzione va focalizzata sul linguaggio del corpo di tutti i giocatori raffigurati. Nonostante tutti stiano cercando di adottare una posa rilassata per alleviare la tensione, questa sembra prevalere e più che rilassate le loro pose appaiono estremamente rigide e nervose. Il quadro è in movimento e sembra come se da un momento all’altro i soggetti dovessero alzarsi dalla sedia per lasciare il tavolo da gioco. Gli sguardi dei signori a destra mostrano il loro nervosismo, mentre l’uomo a sinistra dimostra la sua eccessiva calma e tranquillità . Il titolo del dipinto Showdown conferma la natura conflittuale e competitiva della scena.

Nel poker, il termine ‘’Showdown’’ significa resa dei conti e viene usato per descrivere l’obbligo per i giocatori finali di mostrare le loro mani alla fine della partita. Chiaramente nel ritratto, complice la tensione raffigurata, si tratta di questa fase decisiva del gioco che sta per svolgersi.

The Poker Game, 1887 – William Holbrook Beard

I cani non sono gli unici animali che sono stati dipinti al tavolo da gioco. Prima del famoso quadro di Cassius Marcellus Coolidge, che ritrae dei cani al tavolo verde, il pittore americano William Holbrook Beard, molto appassionato di natura e animali selvatici, ha ritratto in maniera umanistica degli animali. In tutte le sue opere l’artista ama raffigurare animali di ogni tipo: gatti, cani e scimmie come ad esempio nel dipinto Discovery of Adam.

The Poker Game
The Poker Game
William Holbrook Beard
1887. Olio su tela

The Game Poker, l’olio su tela che stiamo analizzando, è particolarmente inquietante nella sua rappresentazione di scimpanzé in abiti rinascimentali, riuniti intorno a un tavolo. Tutti sono concentrati sul gioco di carte, mentre un servo e un frate stanno semplicemente a osservare. Un altro scimpanzé sembra consigliare uno dei giocatori, che tiene quattro carte in mano, mentre una quinta le sta per essere passata dal giocatore di fronte. Ciò indicherebbe che stanno giocando a cinque carte. L’ambiente circostante è di pietra e scuro a causa della luce di candela e sembra chiaramente dimostrare che la scena si svolge nella stanza di un castello. Forse lo scimpanzé non partecipante all’estrema sinistra è il re, che guarda i suoi sudditi giocare a carte e bere vino.

The Bid, 1948 – Norman Rockwell

The Bid
The Bid
Norman Rockwell
1948. Olio su tela

L’arte di Norman Rockwell è indubbiamente diventata simbolo della cultura americana e per questo motivo tante delle sue opere sono state riprodotte in poster e fotografie di ogni genere. Caratterizzata da colori solari e scene allegre, le sue illustrazioni raffigurano sportivi, lavoratori industriali e la classica famiglia perfetta – tutti soggetti che in qualche modo rappresentavano il sogno americano.

Durante la guerra, i suoi dipinti  instillavano un senso di giustizia e di trionfo, un sentimento con cui il governo americano voleva ispirare le persone e per questo motivo l’arte di Rockwell fu scelta come protagonista dei poster motivazionali.

The Bid (l’offerta) è un olio su tela in cui Rockwell raffigura un piacevole gioco a carte tra amici nel dopoguerra. Il pavimento di sabbia, tonalità brillanti e magliette senza maniche delle donne suggeriscono che i soggetti stanno giocando in estate. Il contrasto tra gli uomini d’affari con un ambiente simile a quello di una spiaggia è abbastanza forte.

Rockwell fonde il dovere con il piacere, cosa che riflette lo stile di vita della classe superiore nel fine degli anni ’40 in America. Il fatto che le sedie siano tutte diverse tra loro è un affascinante dettaglio, in quanto implica che la decisione di sedersi al tavolo è stata presa di fretta. I soggetti di questa illustrazione sono infatti ripresi in un massimo momento di piacevolezza mentre sono in buona compagnia e ne approfittano per fare una partita a ‘Bridge’.

Stud Poker, 1980 – LeRoy Neiman

Lo stile molto distintivo di LeRoy Neiman è caratterizzato dalle sue pennellate vivaci a tratti un po’ sfocate, un metodo che sembrava catturare il movimento dei suoi soggetti e l’atmosfera della situazione ritratta. Ci sono pochi posti luminosi e vivaci come un casinò, questo spiega perché Neiman ha scelto Las Vegas come ambientazione per molti dei suoi lavori. Neiman ha lavorato in olio su tela, smalto, acquerello, disegni a matita, pastelli e serigrafie.

Stud Poker
Stud Poker
LeRoy Neiman
1980. Serigrafia

Stud Poker è una serigrafia in cui l’artista rappresenta in modo vivace alcuni giocatori intorno ad un tavolo da gioco. Lo stile impressionista utilizzato dall’autore curiosamente ricorda Monet, in effetti, le chips colorate sul tavolo verde possono ricordare le famose ninfee nello stagno del pittore francese . Se si esaminano i giocatori di poker più nel dettaglio, si può iniziare a differenziare le caratteristiche di ogni personaggio, la maggior parte di essi sembra essere vestita formalmente – a eccezione della donna dai capelli rossi. Vibrante, occupato e moderno : Stud Poker è un perfetto esempio dello stile eccentrico di Neiman.

Mettere a confronto rappresentazioni di giochi di carte nell’arte permette di scoprire sin da subito che il tema del gioco trascende la classe sociale di appartenenza. Dal contadino al Re i giochi di carte sono stati infallibilmente popolari nel corso degli ultimi secoli, mettendo d’accordo sempre tutti i tipi di commissionari. Un altro aspetto che vale la pena di studiare è come il tipo di gioco raffigurato cambia a seconda dell’epoca e, a volte, anche della nazionalità del pittore.

La rappresentazione di giochi di carte, dunque, come si vede nelle opere d’arte, ci può offrire la possibilità di capire il ruolo unico e affascinante che questi giochi, da sempre presenti, svolgono nella nostra società.

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