Quel testone di Thomas Schütte

Avercelo duro. Il cranio. SOCK ! Una capata inaspettata, in piena fronte. Il testone blu di Thomas Schütte è una di quelle opere d’arte che colpiscono forte. Facile e stupida ironia. E dire che quando l’ho scoperto in una fredda sala sotterranea del Museo di Grenoble sono rimasto basito. Gonfia come un cocomero, lucida come una palla da bowling. Una crapa pelata posata su un piedistallo di legno e metallo, quasi a ricordare quegli orripilanti busti del Duce che fascisti del nuovo millennio esibiscono sul comodino in camera da letto. Un’opera senza titolo, una testa grossa e possente realizzata in terracotta, alta 90 centimetri, quarta scultura di una serie arcobaleno che l’artista tedesco dedica ai volti umani.

Senza titolo (Testa blu)
Senza titolo (Testa blu)
Thomas Schütte
2002. Ceramica, metallo e legno

A più di due metri dal suolo, monumentale, domina il timido spettatore con un’aria sicura di sé. Le labbra carnose abbozzano un leggero sorriso maligno, le sopracciglia vagamente incurvate lasciano immaginare scaltri pensieri, lo sguardo fiero è rivolto in avanti, teso a impossibili mete, incurante di tutto ciò che sta attorno, in basso, ai margini. Ma chi è il personaggio reale a cui tenta di rifarsi questa imponente scultura ? Poco sopra ho azzardato un lontano paragone con Benito Mussolini, ma penso che se l’artista tedesco lo venisse a sapere probabilmente la prenderebbe poco bene.

Tra i pelati più o meno famosi predisposti alle smorfie mi viene allora in mente l’arbitro di calcio Pierluigi Collina, in tal caso però cadremmo ancora di più nel macchiettistico. No, la testa blu di Thomas Schütte non è ispirata a un uomo politico, uno sportivo o a una qualche celebrità caduta nell’oblio. Trattasi piuttosto di una figura ideale, un personaggio dall’identità universale. Priva di capelli non per una questione di moda ma perché l’artista ritiene che “i capelli tradiscono un’epoca”, è un misto di studio fisiognomico e di arte espressionista. Il volto è lo specchio dell’anima, dicevano gli antichi, e la fisiognomica è quella pseudoscienza che tenta di dedurre i tratti caratteriali e le predisposizioni morali di un individuo dai lineamenti del viso. Prendete allora una testa di ceramica blu lucida e provate a tirarle gli zigomi, affusolarle la fronte e incresparle le labbra. Vi ritroverete davanti a un ritratto del sarcasmo.

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