#svegliamuseo

Uno dei più grandi patrimoni artistici al mondo, beni culturali messi in ombra se non addirittura lasciati allo sbando, una ricchezza museale straordinaria ma mal gestita, un enorme potenziale turistico in parte sprecato… La storia la sappiamo bene perché è sempre la stessa. L’Italia spesso non si dimostra in grado di valorizzare quell’ingombrante bagaglio culturale e artistico che si ritrova. Vista poi l’abituale diffidenza degli italiani verso le nuove tecnologie, di musei che attualmente fanno uso di internet come canale di comunicazione efficace ce ne sono davvero pochi. A essersene rese ben conto sono le giovani promotrici di #svegliamuseo, un recente progetto volto a sensibilizzare i musei italiani alle grandi possibilità che offre la comunicazione online. Un’impresa non da poco.

svegliamuseo

Scaturito da una brillante idea di Francesca De Gottardo, intellettuale prestata al marketing, #svegliamuseo è un’iniziativa nata e cresciuta nel web, in particolare nelle reti sociali, che ha l’obiettivo di “svegliare” i musei italiani dal torpore antidiluviano e aggiornarli all’era di internet. Proprio come molti musei stranieri. In che maniera ?

– Prima di tutto chiedendo consiglio ai più esperti, ovvero ai responsabili della comunicazione di 10 musei stranieri che padroneggiano con destrezza i social media come Twitter o Facebook, tengono dei blog accattivanti e presentano un sito internet privo di polvere e ragnatele. Di buoni esempi ce ne sono tanti, a cominciare dagli istituti museali internazionali più noti : il Prado di Madrid, la Tate di Londra…

– In un secondo momento, trasmettendo ciò che si è imparato dai più bravi a 10 musei italiani più renitenti alla comunicazione digitale. A questo scopo si rivela molto utile il gemellaggio, che permette ai musei italiani da “svegliare” di ottenere una consulenza gratuita dai colleghi stranieri che hanno ampiamente dimostrato la propria esperienza nel canale online. Tanti consigli, spunti e buone pratiche a costo zero.

Un progetto veramente ambizioso questo #svegliamuseo, non trovate ? A portarlo avanti assieme a Francesca De Gottardo c’è una squadra di giovani teste pensanti : Aurora Raimondi Cominesi, da poco rientrata in Italia da un tirocinio al Getty Museum di Los Angeles, Federica Rossi, specialista di marketing e comunicazione, e Alessandro D’Amore, laureato in Archeologia ed esperto in quello che oggi si chiama storytelling (e che una volta forse si chiamava narrazione o affabulazione).

Il lavoro è molto impegnativo, anche perché per il momento si tratta di un’iniziativa volontaria sviluppata da persone che svolgono altre attività quotidiane come lavoro a tempo pieno o studio. I risultato tuttavia cominciano a vedersi, alcuni musei italiani “addormentati” iniziano ad aprire gli occhi e #svegliamuseo attira sempre più l’attenzione degli addetti ai lavori. Pensate che dopo la conferenza internazionale Museums and the Web che si è tenuta in febbraio a Firenze, le responsabili del progetto sono invitate a prendere la parola a una conferenza di inizio aprile a Baltimora, negli Stati Uniti. Ma non erano gli italiani a dover imparare dagli stranieri ?

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