Il Progetto Cremazione di John Baldessari

Sapete che giorno è oggi ? Oggi è un giorno importantissimo, oggi è il primo compleanno di questo blog. La valigia dell’artista compie un anno : un anno di gioie e dolori, di speranze e velleità, di tante, tante, tante chiacchiere. E anche di qualche porcheria di cui avremmo fatto volentieri a meno. Per festeggiare avevo pensato a una festa su uno yacht al largo della Costa Azzurra, Kate Moss e George Clooney avevano già confermato la loro partecipazione ma all’ultimo ho dovuto annullare per via del maltempo. Come regalo di ripiego ho allora pensato di scrivere in fretta e furia un post dedicato al primo artista di cui si è parlato su La valigia dell’artista. Un piccolo omaggio a John Baldessari, autore di quel What is Painting che tanto mi fu di ispirazione nel gettarmi in questa meravigliosa avventura (o tragica perdita di tempo, vedetela come vi pare).

Americano di origini italiane, john-baldessari-fotocome lascia facilmente intuire il suo cognome, nato a National City, California, nel 1931, Baldessari è uno dei principali esponenti dell’Arte Concettuale. Non chiedetemi, vi prego, di darvi adesso una spiegazione completa sull’Arte Concettuale. Ci sono Kate e George che mi attendono nell’altra stanza. In poche, pochissime parole : l’Arte Concettuale è un movimento dell’arte contemporanea in cui il concetto, l’idea che sta alla base di un’opera conta di più delle qualità estetiche dell’opera stessa. Avete presenti quelle istallazioni apparentemente insensate (e forse anche un po’ brutte) in cui ci si può facilmente imbattere in un museo di arte contemporanea ? Ecco, è molto probabile che si tratti di Arte Concettuale. Può piacere o non può piacere, ma è innegabile il fatto che John Baldessari sia un artista che sa il fatto suo. Lui crea, crea, crea. Più prolifico di un coniglio. Arrivato a un certo punto della sua carriera, ad appena 39 anni, ha accumulato nel suo studio una tale mole di suoi quadri che decide di ricorrere a una soluzione drastica. The Cremation Project : il Progetto Cremazione.

E’ l’estate del 1970, e Baldessari è stato appena reclutato per insegnare alla Cal Arts, una scuola d’arte vicino a Los Angeles. Vivendo con la famiglia ancora nella città natale di National City, l’artista si vede costretto a traslocare. Forno, televisore, stoviglie, bicicletta, tavolo da cucina, letti, frigorifero, sedie, lenzuola, vestiti, asciugamani, libri, lampade, ferro da stiro, comodino, attrezzi, canna da pesca, valigie, orologio a pendolo… Quando si fa un trasloco, per ogni oggetto presente nei luoghi fino a quel momento occupati ci si deve chiedere : prendere o lasciare ? Per quando riguarda i suoi lavori realizzati tra il maggio 1953 e il marzo 1966, John Baldessari ha le idee ben chiare : lasciare. Anzi, bruciare. Ora siamo noi a chiederci : ma perché proprio quei cento e passa quadri realizzati tra il ’53 e il ’66 e non la produzione completa ? progetto-cremazione-1Si tratta di due anni fatidici nel percorso dell’artista americano. Il maggio del ’53, infatti, è il momento in cui ottiene il diploma di laurea, mentre il marzo del ’66 segna il suo passaggio all’Arte Concettuale.

E così, il pomeriggio del 24 luglio 1970, aiutato da un gruppo di amici e da alcuni studenti dell’Università di San Diego, Baldessari mette in atto il suo Progetto Cremazione. Come prima cosa, i quadri da eliminare vengono ammucchiati fuori dall’ufficio universitario di Baldessari a La Jolla, nei pressi di San Diego. Dopo un maldestro tentativo del pittore di distruggere una grande tela prendendola a calci, si decide di procedere con rigore e metodo. Ogni dipinto viene staccato dal proprio supporto mediante l’utilizzo di asce e coltelli, anche se ci scappa pure qualche pugno e calcio. Terminata la scomposizione dei dipinti, questi vengono messi in tre grandi scatoloni di cartone e tre bidoni di plastica, per essere poi caricati sul furgone dell’artista. Si parte. Destinazione : l’obitorio e crematorio Cypress View Mortuary. Si è ormai fatta sera, e la questione deve essere risolta prima che cali la notte.

La comitiva di Baldessari e dei suoi compari arriva al crematorio, e senza troppi cincischiamenti si reca sul retro dove due grandi forni attendono ardentemente (ardentemente : è il caso di dirlo) i quadri da incenerire. progetto-cremazione-2Le tre scatole di cartone in un forno, i tre bidoni di plastica nell’altro. Fiamme arancioni e pezzi di tela che si frastagliano : non so se sia un bello spettacolo vedere dei dipinti che bruciano. A ogni modo in pochi minuti i due forni fanno il loro dovere, e dei cento e passa quadri non restano che delle braci incandescenti. Queste vengono messe a raffreddare in dei contenitori metallici, l’artista ne pone alcune sul selciato fuori dal crematorio per osservarle da vicino. Caro John, puoi dire addio ai tuoi vecchi quadri. Divenuti ormai ceneri, i resti carbonizzati delle opere d’arte sono distribuiti in 9 scatole di cartone, solitamente utilizzate per raccogliere le ceneri di una persona adulta, e in una scatola di dimensioni ancora ridotte, utilizzata invece per le ceneri di un bambino. 9+1=10. Dieci vite umane : questo è il valore dei 123 dipinti bruciati da Baldessari. No, questa è solo una sciocchezza. Ora però si presenta un altro problema : che farsene di 10 scatole piene di ceneri ?

progetto-cremazione-3Un’idea finale arriva a coronamento dell’opera. Dall’Arte Concettuale si passa all’arte culinaria. Le ceneri vengono cotte e trasformate in croccanti biscotti, conservati accuratamente in un’urna su cui viene posta una targa di bronzo indicante le date di nascita e di morte dei quadri abbrustoliti e la ricetta per preparare i biscotti. Ed ecco a voi, Signore e Signori, The Cremation Project. Cosa c’è, vi pare pura follia ? Questa è arte, Arte Concettuale, è la fenice che rinasce dalle proprie ceneri, è il sacrificio del passato in onore del futuro. Il Re è morto : viva il Re ! No, questa non è follia, questa è la massima dimostrazione della fisicità di un’opera d’arte, che come un corpo umano nasce, cresce e muore. Ma riesce a sopravvivere anche al suo annientamento materiale. Sì, diamine, questa è arte, Arte, ARTE, e questa è La valigia dell’artista che festeggia il suo primo compleanno !

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