Combo, la street art e Photoshop

Parigi è una città in cui l’arte sembra piovere in testa alla gente. Forse se ci siete già stati capite di cosa parlo. Negli Emirati Arabi piove petrolio, nei film piovono le rane, in Inghilterra piove sul bagnato e a Parigi c’è un incessante diluvio di mostre, vernissage, inaugurazioni di gallerie etc… Pensate che recentemente mi sono bastate 48 ore di permanenza nella ville lumière, giustificate da scopi tutt’altro che turistico-culturali, per scoprire un giovane artista di cui ignoravo totalmente l’esistenza ma che pare essere una delle teste di serie nella categoria street art in quell’enorme campo di battaglia  che è l’arte contemporanea. Combo. Vi domandateCombo da dove viene il suo nome ? Non lo so neppure io. Il poco che so di lui è che ha 26 anni, viene da Nizza e fa dei grandi collage di carta che appiccica abusivamente per le strade delle città, sui muri dei palazzi, in edifici abbandonati o in qualsiasi luogo particolarmente visibile al pubblico cittadino. L’arte parte all’assalto dello spazio urbano. Le immagini rappresentate nelle opere di Combo sono di solito delle foto di attualità deformate dallo spirito provocatorio dell’artista : prende il ritratto di una celebrità della politica o dello sport, gli taglia la testa e vi applica quella di un personaggio dei fumetti o dei cartoni animati. Ai francesi, si sa, è sempre un po’ piaciuto tagliare le teste. Soprattutto quando si tratta di quelle dei potenti. Il mio primo incontro con Combo, o per meglio dire con una delle sue opere, è avvenuto in maniera totalmente fortuita in una stradina scoscesa nel centro di Parigi, la rue Montorgueil, dove mi sono imbattuto nel poster gigantesco che vedete qui sopra. Una vecchia foto di un uomo elegante e impettito a cui l’artista ha applicato il viso del maestro Yoda, guerriero Jedi pescato dall’universo di Guerre Stellari. L’effetto ha ben poco di decorativo, qualcuno pensa all’inquietante Grande Fratello di orwelliana memoria, o di canalecinquesca memoria se preferite. A me pare piuttosto uno sberleffo a quei grandi manifesti pubblicitari di vestiti e profumi in cui i soliti belli e impossibili scrutano l’immensa profondità dell’indicibile (cfr. hanno lo sguardo da ebeti).

Samurai
Samurai
Combo
2013. Applicazione su tela

Poco distante dal manifesto gigante, guarda caso, c’era una galleria d’arte, la Galerie des petits carreaux, che esponeva le ultime opere di Combo. Si andava da manifesti in precedenza appiccicati nelle strade e salvati dal furore della nettezza urbana (o la discarica o la galleria d’arte, non ci sono vie di mezzo) a opere realizzate espressamente per il collezionismo. Il maestro Yoda che convola a nozze con la maestra Yoda, i samurai vestiti da Manga (o i Manga vestiti da samurai ?), il famosissimo bar dei nottambuli di Edward Hopper trasformato in kebabbaro, il Cristo crocifisso che balla… Combo si fa beffa della religione e dell’arte, ma anche delle icone della cultura popolare in generale.

Hopper
Hopper
Combo
2013. Stampa digitale su tela

A questo proposito lui ama definirsi “Culture Kidnapper”, rapitore di cultura. La cosa che mi ha più impressionato è tuttavia un’altra. Sì, signori miei, perché in quell’occasione ho fatto una delle scoperte che mi hanno più sconvolto da quando ho aperto questo blog (un mese e mezzo appena, però esprimersi in maniera solenne fa sempre un certo effetto). Sapete cosa utilizza Combo per realizzare i suoi dipinti ? Dimenticatevi pennelli, matite, tempere, colori a olio, spugne… Insomma, tutto l’armamentario classico del pittore. Combo usa Photoshop. Chapeau ! Bisogna essere assolutamente moderni, diceva qualcuno, e pare che gli artisti di oggi seguano fedelmente questa massima. Io, ingenuo ragazzo di campagna, ero convinto che la street art fosse ancora ferma alle bombolette spray e mascherine di carta… Combo elabora le sue immagini al computer con i programmi di grafica, poi ne stampa diverse copie da mettere dove vuole. Nella galleria d’arte mi hanno spiegato che ora vive e lavora a Parigi, prima si trovava nel sud della Francia e qualche mese fa ha persino fatto un’incursione nel sito nucleare di Chernobyl per attaccare a un muro un manifesto raffigurante la centrale nucleare dei Simpson. Nel caso vi trovaste nei paraggi di Chernobyl…

Vanità
Vanità
Combo
2013. Stampa digitale su tela
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