Ecologisti all’attacco della macchina di Andy Warhol

Rieccoli. Hanno colpito di nuovo. I militanti ecologisti con la fissa dell’arte hanno centrato un nuovo bersaglio. E stavolta ricorrendo a una modalità operativa diversa dal solito. Dopo la trovata d’incollarsi a dipinti in mostra presso famosi musei britannici, dopo l’attacco alla Primavera di Botticelli esposto a Firenze, dopo il van Gogh inzuppato alla National Gallery di Londra, il 18 novembre scorso è stato il turno di un’opera meno tradizionale, attualmente parcheggiata dentro la Fabbrica del Vapore di Milano. Scrivo “parcheggiata” non a sproposito, dato che l’oggetto preso di mira dagli attivisti con il pollice verde è nientemeno che un veicolo a motore rielaborato in senso artistico : trattasi di un’automobile, nello specifico una Bmw M1 pitturata multicolore dall’artista americano Andy Warhol, al quale la Fabbrica del Vapore dedica in questi mesi una grande retrospettiva.

Davanti a un piccolo gruppo di astanti, persone che hanno capito che il momento migliore per visitare una mostra d’arte a Milano è la mattina su settimana, il manipolo d’ambientalisti del collettivo Ultima Generazione ha prima cosparso di 8 kg di farina la sgargiante automobile, in modo da sbiadirne i colori, poi alcuni membri del vivace gruppetto si sono incollati ai finestrini del veicolo. L’audace sortita è stata però di breve durata, visto che l’intervento delle forze dell’ordine le ha presto messo fine. Malgrado la variazione dei toni, nel caso in questione forse meno plateali che nei precedenti, le rivendicazioni degli ecologisti non cambiano : no alle centrali a carbone, no ai trivellamenti per l’estrazione di gas naturale, no al collasso climatico. Sì, invece, all’incremento dell’energia solare e dell’energia eolica per un mondo più sano e felice.

Su questo, intendiamoci, ci sarebbe materia da discutere, ma non sono certo io la persona più titolata per entrare nel merito. A parte tuttavia la legittimità delle istanze sollevate, ciò che lascia molti perplessi è lo spazio in cui ricade la protesta. Perché ostinarsi contro i manufatti artistici ? Va bene che ora si è colpita un’opera ispirata a un’automobile, oggetto inquinante per eccellenza, ma l’accanimento pare ormai eccessivo. Tanto più che l’arte da sempre tifa per l’aria pulita : posto solo di non prendere le nature morte troppo alla lettera.

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