Artefiera Bologna, un museo temporaneo

Questo articolo è stato scritto da Antonio Mansueto, in arte conosciuto sotto lo pseudonimo di Antoh.

Dall’edizione scorsa, grazie al nuovo curatore Simone Menegoi, Artefiera ha recuperato smalto. Una visita davvero piacevole e interessante. La qualità delle opere esposte è molto alta e l’esposizione ben organizzata. L’edizione 2020 ha avuto anche una sezione espositiva curata con alcune grandi opere, ed è stata realizzata in una location diversa rispetto ai due padiglioni progettati dal grande Kenzō Tange, restando sempre nel quartiere fieristico: elemento di novità tra apprezzamenti e disappunti (è più periferico e meno “estetico” come spazio).

Artefiera Bologna è storicamente la fiera d’arte moderna e contemporanea più importante in Italia, anche se negli ultimi anni condivide la leadership insieme ad Artissima di Torino (più interessante sul contemporaneo) e Miart di Milano (in continuo miglioramento grazie anche allo slancio fieristico e nella moda e design della metropoli lombarda).

A Bologna, comunque, tutta la settimana dell’arte che ruota attorno alla fiera ha coinvolto molti progetti di successo. La visita di quest’anno ha suscitato emozioni ? Le fiere di qualità come questa hanno sempre un valore non solo commerciale di attrazione per i collezionisti, che possono scegliere e confrontare qualità e prezzi, ma anche un elevato valore artistico. In pochi giorni si monta un circo che mette in mostra un insieme di capolavori degno di un grande museo. D’altra parte, gran parte dell’esposizione risulta necessariamente ripetitiva per chi, come il sottoscritto, la visita ogni anno. Il rinnovamento dipende dalle gallerie, dai curatori, da quanto investe l’organizzazione. Peccato che sia stata disertata da gallerie italiane top come Massimo De Carlo e Continua.

In sintesi: Artefiera è ancora viva, consigliato non perderla. Sperando che essa e tutta l’arte in Italia diventino più internazionali.  Se poi sarete anche turisti a Bologna, aspettatevi una città ancora a misura d’uomo, sempre frizzante, e trattorie fin troppo invitanti. L’arte emoziona, ed anche l’atmosfera urbana e la tagliatella…


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