Gli impressionisti invadono Catania !

Questo articolo è stato scritto da Mery Scalisi*

Percorsi e segreti dell’impressionismo a Catania, Palazzo della Cultura
dal 20 ottobre al 21 aprile 2019

Siamo a Catania, città che sorge ai piedi della suggestiva madre Etna, le cui eruzioni, disastrose nel corso dei secoli, hanno sempre regalato, oltre che orrori, un fascino particolare alle località circostanti ; Catania, travolta dalla disastrosa esplosione dell’Etna nel 1669 e dal successivo terremoto del 1693, quasi interamente ricostruita all’inizio del Settecento ; Catania, splendido centro d’arte affacciato sul mar Ionio, resta un esempio indiscusso del barocco siciliano e per questo patrimonio Unesco insieme alle altre città del Val di Noto. La storia e la bellezza di una località che nei secoli ha subito invasioni, distruzioni e poi ricostruzioni, restano sicuramente la parte più interessante ; un visitatore ama sempre andare alla scoperta di strade e stradine che possano raccontare aneddoti tipici catanesi.

Ma Catania, da qualche anno, oltre a offrirci itinerari fatti di storia e stratificazione, ci regala il contemporaneo, i grandi eventi, le mostre di cui non appena sentiamo il titolo, il periodo o l’artista, esclamiamo un Wow ! Perché è vero : una città, per quanto sia bella per ciò che ospita e ha costruito negli anni, è giusto cammini al passo col resto delle grandi metropoli, e Catania, grazie a queste importati mostre, non solo ha aumentato il flusso di turismo, facendosi una meta ambita per ogni vacanza, ma ha anche imparato a dialogare con importanti organizzazioni e istituzioni culturali che offrono persino a un semplice studente che non può viaggiare l’opportunità di scoprire l’arte dei grandi maestri.

In quest’occasione tengo a raccontarvi della mostra Percorsi e segreti dell’Impressionismo a Catania, programmata da 20 ottobre 2018 al 21 aprile 2019 presso il Palazzo della Cultura. Curata da Vincenzo Sanfo, Fiorella Minervino e con un testo in catalogo di Maïthé Vallès-Bled, la presente esposizione dal richiamo internazionale racchiude per la prima volta in Italia quasi tutti gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali dell’Impressionismo, fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 : oltre 200 opere dei padri di questo straordinario movimento artistico, tra i quali vanno annoverati nomi di spicco quali Renoir, Cézanne, Monet, Manet e Gauguin.

Battelli sulla Senna
Battelli sulla Senna
Pierre-Auguste Renoir
Fine ‘800. Acquaforte

Grazie a quanto presente all’interno della mostra abbiamo la possibilità di far emergere alcuni punti cardine dell’arte impressionista, prima tra tutti la pittura en plein air (all’aria aperta) : gli impressionisti abbandonarono il chiuso degli atelier per dipingere la realtà “dal vivo” e cogliere così l’infinita varietà della sfumature che compongono i colori. Questo nuovo approccio alla pittura era reso possibile grazie all’invenzione del cavalletto da campagna (portatile) e dei colori in tubetto, più pratici da usare negli spostamenti e più immediati, non costringendo l’artista a mescolare i pigmenti per formare i colori.

Con opere che spaziano dagli oli al disegno, all’acquerello, alla scultura e alla grafica, Percorsi e segreti dell’Impressionismo a Catania ci permette di scoprire le innumerevoli ricerche portate avanti da artisti che furono protagonisti di un’epoca di grandi sconvolgimenti, soprattutto per le tecniche e i modi di vedere la realtà completamente nuovi e lontani dall’arte mitologica e storica. Un’importante ala della mostra, inoltre, è dedicata alla fotografia, dato che il movimento dovette accettare inconsapevolmente la sfida indetta da questa innovazione tecnologica che con la sua forza prorompente cambiò la concezione della pittura.

Ninfee
Ninfee
Claude Monet
Fine ‘800. Olio su tela

L’intero percorso si snoda tra sale eleganti e suggestive, le cui pareti presentano gli stessi colori tenui delle morbide pennellate impressioniste, e ci fa scoprire, oltre ai grandi maestri che provocano tuttora rumore nei libri di storia dell’arte, anche quei piccoli artisti che visti oggi riescono pur sempre a farci innamorare.

Un’esperienza, quella di Percorsi e segreti dell’Impressionismo a Catania, che ci presenta un’arte nata semplicemente da un gruppo di amici di grande talento e un po’ scapestrati, talmente stanchi delle ferree regole imposte dalla cultura accademica da decidere di fare di testa propria : paesaggi urbani e scene tratte dal quotidiano, in una Parigi vissuta intensamente nelle folli notti di fine secolo, dominavano infatti la loro pittura.

Non dimentichiamo poi che lo stesso nome dato al movimento, impressionismo, deriva da un giudizio poco galante del critico d’arte Louis Leroy : questi, infatti, prendendo spunto dall’opera di Claude Monet Impressione. Levar del sole, fece dell’ironia sul modo di dipingere del giovane gruppo di artisti, considerando le loro opere incomplete, poco più che “impressioni”, appunto. Un’arte dunque che inizialmente fece fatica a decollare per le incomprensioni manifestate dalla critica, per il modo anticonvenzionale di vedere e dipingere le cose, per l’inedita capacità dei suoi esponenti d’illustrare paesaggi e visioni di un ottocento colorato e caotico attraverso pennellate di colore indistinguibili tra loro.

Impressione. Levar del sole
Impressione. Levar del sole
Claude Monet
1872. Olio su tela

Una mostra, pertanto, che regala la sensazione di immergerci nel secolo della novità, dello scalpore ; una mostra la cui completezza ci fa sentire, nonostante siamo solo a Catania, in un grande museo ; una mostra che ci fa sognare di avere preso il volo ed essere arrivati direttamente a Parigi, la città dove il movimento è nato e che ha visto le sue strade calpestate proprio dai pittori improssionisti.

Che impressione ! aggiungo uscendo dalla mostra. Del resto l’espressione stessa Che impressione ! indica l’«atto ed effetto dell’imprimere, di lasciare cioè una traccia, un’impronta in un corpo mediante la pressione, e l’impronta stessa che vi rimane », proprio come questa mostra, o meglio dire esperienza, che opera dopo opera lascia una un’impronta che sfiora l’anima e la riporta a qualche secolo fa, il secolo della Belle Époque, fatto di luci e ombre, baffi a manubrio, cilindri, galanterie, dame eleganti, e soprattutto fiducia nel progresso.

*Mery Scalisi: laureata in Comunicazione e valorizzazione del patrimonio storico artistico e specializzata in Progettazione artistica per l’impresa, lavora a stretto contatto con l’arte contemporanea, facendo di questa la chiave di lettura per ogni approccio lavorativo verso cui si muove. Art is life, il motto attorno cui la sua esperienza lavorativa/artistica ruota.

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