David Lynch : The Art Life

Andare alle mostre, siamo d’accordo, è bello, ma talvolta anche andare al cinema può rivelarsi un piacevole diversivo alle lunghe serate in casa davanti al computer. Basta un minimo di motivazione per vincere la pigrizia, e in dieci minuti a piedi mi trovo di fronte al multisala : l’offerta spazia dal secondo capitolo delle cinquanta sfumature colorate all’ennesima commedia degli equivoci, ma nell’ultima sala a destra, quella con soffitto pericolante e poltrone in legno non foderate, noto il film che potrebbe fare al caso mio. art-life-david-lynchDavid Lynch : The Art Life, un documentario sul folle visionario del cinema americano, l’autore dei magnifici The Elephant Man e Mulholland Drive o della fortunata serie televisiva Twin Peaks (di cui ora si vocifera un seguito).

Nel film in questione, tuttavia, il ritratto che emerge di David Lynch è quello del fanciullo cresciuto tra Montana e Idaho, del ragazzaccio distolto dalle cattive compagnie grazie alla pittura, dell’appassionato studente all’accademia di belle arti di Filadelfia e infine del giovane uomo alle prime armi dietro la macchina da presa. Non c’è trippa per cinefili, in questo documentario: solo negli ultimi minuti si fa cenno al lungometraggio d’esordio del regista, lo strambissimo Eraserhead – La mente che cancella, per il resto sono tanti quadri, tanta musica, tante parole. Tanto materiale prodotto dall’irrequieta creatività lynchiana.

Alternando vecchie fotografie e filmini di famiglia a riprese recenti che mostrano l’attempato David Lynch confessarsi al microfono in una piccola stanza male illuminata, i registi danesi Jon Nguyen, Rick Barnes e Olivia Neergaard-Holm lasciano che sia il protagonista stesso a raccontare la propria storia. Una storia che accomuna pittori, scultori, poeti e musicisti di ogni epoca, la storia della scoperta della Art Life citata nel titolo del film : la vita d’artista, iniziata dal giovanissimo David Lynch apprendista presso lo studio del pittore americano Bushnell Keele, tra copiose bevute di caffè e mille sigarette, e proseguita fino alle assolate colline di Hollywood, dove il regista passa ancora giornate intere tra tele e pennelli, sempre in compagnia di mille sigarette ma anche della piccola figlia Lula.

Non è un documentario a tesi, questo David Lynch : The Art Life, al termine dei suoi novanta minuti non sappiamo da quale sogno, da quale incubo il semplice ragazzo venuto dal Montana abbia recuperato le tante allucinazioni che pullulano i suoi inquietanti film e dipinti. Ma per un pubblico che ama respirare la vita d’artista a pieni polmoni, si tratta di una visione rigorosamente consigliata.

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