Il cubismo quotidiano di Anne Dangar

La cultura non ha prezzo, almeno la prima domenica del mese. Così la pensano in Francia : ingresso gratuito in tutti i musei pubblici. L’occasione che aspettavo per visitare la nuova mostra che il museo della città di Valence dedica all’artista Anne Dangar. Una grande collezione di oggetti raramente coinvolti nell’arte moderna o contemporanea : tazze, giare, zuccheriere, placche, brocche, scodelle, teiere e soprattutto tanti piatti. Utensili in terracotta verniciata, di solito attribuiti alla tradizione artigiana, sono in questo caso elevati alla sfera propriamente artistica.

L’itinerario creativo di Anne Dangar inizia nel più prevedibile dei modi. Nata nel 1885 a East Kempsey, nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud, nel 1914 la giovane Anne s’iscrive all’accademia di belle arti di Sydney, dove stringe una profonda amicizia con la compagna di studi Grace Crowley e si diploma come insegnante di discipline artistiche. I suoi primi anni di attività si dividono tra l’insegnamento e la pittura, fino a quando un importante evento sancisce una tappa decisiva nella sua vita (e per una volta non si tratta del matrimonio).vaso-anse-anne-dangarSpinta probabilmente da quell’inarrestabile desiderio che coglie prima o poi tutti, chi appena diciottenne e chi invece alle soglie della quarantina, tra il 1926 e il 1928 la Dangar parte alla scoperta degli antipodi : in compagnia dell’amica Grace Crowley compie un viaggio in Europa. Ad Aix-en-Provence le due donne visitano il laboratorio del celebre pittore Cézanne, mentre a Viroflay, comune francese poco distante da Parigi, la Dangar si accosta alla ceramica e alla pittura su porcellana seguendo dei corsi tenuti da Henri Bernier. Vergine-bambino-Anne-DangarLa rivelazione avviene però nel 1928, quando l’artista australiana vede tre quadri di Albert Gleizes esposti al Salone delle Tuileries.

Un mondo nuovo, il mondo osservato dalla prospettiva del grande teorico del cubismo francese Albert Gleizes : Anne Dangar si perde nella geometria antinaturalistica, nell’azzardo cromatico, nello stravolgimento delle proporzioni, e quando il pittore la invita a raggiungere la sua comunità artistica di Moly-Sabata nel villaggio di Sablons, tra Lione e Valence, la Dangar vi si trasferisce in pianta stabile. Nel 1930, a 45 anni, l’artista australiana decide di rimettersi in gioco.

La vita nella Francia rurale doveva essere molto diversa da quella lasciata nella Sydney d’inizio secolo, ma Anne Dangar è una donna con la pelle dura : le sue giornate si dividono tra le attività agricole per la comunità, la lavorazione della ceramica e l’insegnamento della pittura ai bambini di Sablons. Sbarco-1944-Anne-DangarIl mestiere di ceramista ha presto la meglio su quello di pittrice, la tela e il cavalletto lasciano spazio al tornio e l’argilla. Percorrendo a piedi diversi chilometri al giorno, da una bottega artigiana all’altra, a Saint-Désirat, Roussillon, Saint-Uze, Saint-Vallier e Cliousclat, la Dangar tesse una rete di collaborazioni con i principali ceramisti locali, dando vita a una ricca produzione di utensili per la cucina o a semplice funzione domestica.

Piatti, molti piatti, forse i manufatti che meglio si prestano alla decorazione pittorica : la loro superficie larga e piana permette all’artista di riprodurre scene della quotidianità paesana, le mongolfiere di Annonay, i ponti sul fiume Rodano, la meravigliosa natura che circonda i centri abitati… tutti motivi a cui è particolarmente sensibile la clientela di piccoli borghesi della regione e turisti in cerca di folklore agreste.

anne-dangar-maroccoMa le ceramiche della Dangar non si limitano a puri oggetti di souvenir, nelle pitture su terracotta l’artista australiana intende riprendere le forme cubiste del maestro Gleizes e così diffondere uno stile alto, difficile, all’epoca certamente d’avanguardia, tramite un’arte considerata minore, popolare, forse per il risvolto pratico che possono assumere le sue opere (vorrei poi vedere chi oserebbe inzaccherare con zuppa di fagioli un piatto firmato Anne Dangar). Il cubismo al quotidiano : ecco l’intento e la riuscita della matura allieva di Albert Gleizes.

Dal 1935 iniziano le mostre presso gallerie di Lione o fiere internazionali a Parigi, mentre al 1939 risale un viaggio di sei mesi in Marocco su invito nientemeno che della compagna del governatore generale di Rabat. Arte, questa è davvero arte, si rendono conto i critici e i collezionisti, affascinati dai motivi floreali ed esotici che ornano i suoi preziosi lavori in terracotta. Figure provenienti da un altro emisfero, un universo lontano, talvolta forse solo sognato, fanno somigliare alcune ceramiche della Dangar a misteriosi reperti archeologici, resti tramandati nel tempo di un’oscura antichità aborigena o della leggendaria cultura celtica.

ceramiche-anne-dangarNel 1951, a 66 anni non ancora compiuti, Anna Dangar muore in quella che è ormai diventata la sua patria d’adozione, la profonda provincia francese, lasciandoci un ricco assortimento di oggetti che dal semplice utilizzo domestico con il tempo sono confluiti nelle collezioni museali. Inutile, dico io, cercare l’originalità a ogni costo. Spesso la vera creatività si esprime nelle cose più comuni.

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