Rock, psicofarmaci e Nick Blinko

Sarà perché recentemente ho visto un film di vampiri, ma ieri sera mi è tornato in mente il buon vecchio Nick Blinko. Nick Blinko ? Che c’entra Nick Blinko con i vampiri ? E poi, soprattutto, ma Nick Blinko chi è ? Un musicista, leader del gruppo punk rock inglese Rudimentary Peni. Roba che spopolava negli anni ’80 tra i giovani con la cresta e l’aria un po’ incazzata. Io all’epoca ero ancora troppo piccolo per ascoltare del rock, e forse anche per ascoltare qualsiasi altra musica che non fossero le sigle dei cartoni animati.

nick-blinko-rockLa mia scoperta di questo misterioso personaggio è infatti avvenuta in tempi più recenti, e non è dovuta alle sue doti musicali. Sì, perché oltre a essere un cantante e chitarrista, Blinko è anche un apprezzato artista figurativo. Fa dei disegni che spaccano, direbbero i sui fan con la cresta e l’aria un po’ incazzata. Ora però andiamo per ordine.

La biografia di Nick Blinko è velata da un’aurea di segretezza e maledettismo, che contribuisce ad alimentarne il fascino a tratti anche inquietante e morboso. Blinko nasce il 4 settembre 1961 da qualche parte dell’Inghilterra, forse nella contea dell’Hertfordshire, a nord di Londra, probabilmente non in una famiglia di nobili origini.

Che ami o odi la scuola non è dato saperlo, né se sia particolarmente bravo in qualche sport. Quello che lo appassiona fin da giovanissimo è il rock, Nick Blinko ama il rock, tanto che nel 1976 inizia a suonare con il gruppo dei S-Hater, poi l’anno successivo con i The Magits. Sono gli anni ’70, i giubbotti neri e le facce pallide, il successo dei Sex Pistols e The Clash, la musica a tutto volume contaminata da una filosofia politica marcatamente anarcoide. Contro la Regina, contro la Società, contro tutto e tutti.

blinko-disegno-1La carriera musicale di Nick Blinko decolla nel 1980, quando assieme a Grant Matthews e Jon Greville fonda i Rudimentary Peni. Nick canta e suona la chitarra, Grant il basso, Jon la batteria. Già dal nome che si scelgono (traducibile in italiano come “Pene Rudimentale”) si può immaginare che i tre ragazzi inglesi non facciano della musica d’accompagnare al tè e i biscotti delle cinque. Suoni stridenti, liriche macabre, ribellismo a squarciagola. E un grande f@n(ù!o alle istituzioni.

Le loro canzoni iniziano a circolare nella Londra punk dei primi anni ’80, radunando un circolo di ferventi ammiratori. Il primo album arriva nel 1983 : Death Church, Chiesa Morta. Un titolo quasi banale per un gruppo come i Rudimentary Peni. Al successo non seguono tuttavia i bagni di champagne, le ragazzine scalpitanti e i vestiti tempestati di diamanti. Niente vita esagerata. Non per Blinko, almeno.

blinko-disegno-2Quando non suona, il giovane inglese può passare intere giornate seduto sul letto con una penna e un foglio a fare degli strani disegni. Cosa ha in testa lo sa solo lui, e a guardare le sue opere non deve trattarsi di cieli azzurri e contadine in festa. Già, perché l’angoscia e il malessere che il musicista non riesce a esprimere a pieno nelle proprie canzoni, l’artista li riversa su carta sotto forma d’immagini enigmatiche e inquietanti. Per lo più in bianco e nero : il bianco della carta, il nero dell’inchiostro. Ma non manca qualche disegno a colori.

Creature bizzarre, paesaggi sinistri, figure minacciose, scene distorte, cumuli di parole. Lontani richiami alle letture di uno dei suoi scrittori gotici preferiti, l’americano Howard Phillips Lovecraft. Reticoli di motivi grafici ripetuti in cui si scorgono a fatica simboli cimiteriali o rimandi religiosi. Visioni. Ecco che cosa Nick Blinko ritrae nei propri disegni. Visioni. Visioni allucinate. Incubi. Opere senza titolo generalmente di piccole dimensioni ma incredibilmente dettagliate, dense, che l’autore realizza senza nemmeno usare una lente d’ingrandimento. Frutto del consumo eccessivo di alcol o droghe ? No, sarebbe troppo facile. Quelli che Blinko raffigura sono incubi “allo stato puro”, naturali, prodotti senza l’ausilio di sostanze alteranti.

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Il limite tra eccentricità estrema e disagio mentale è talvolta molto sottile, ma sul caso di Nick Blinko gli psichiatri hanno pochi dubbi. Il ragazzo soffre di Disturbo Schizoaffettivo. A fasi di depressione o atteggiamenti maniacali possono seguire deliri e allucinazioni. Figuratevi che per un certo periodo della sua vita il giovane inglese sarà addirittura convinto di essere il Papa Adriano 37°. Per curare questo tipo di male purtroppo non bastano tisane o aspirine, Blinko viene più volte ricoverato in ospedale e sottoposto a somministrazioni massicce di psicofarmaci.

Come un fuoco che tutto distrugge : se da un lato i medicinali lo aiutano a combattere lo stato depressivo, dall’altro gli inibiscono anche l’immaginazione creatrice. A che serve avere la mano che non trema se poi a mancare è l’ispirazione, l’ispirazione più visionaria? Lasciatemi in pace con i miei incubi, deve aver detto un giorno Nick Blinko agli psichiatri. Niente più psicofarmaci : quando l’artista vuole creare, decide di interrompere la terapia. Una scelta più folle che coraggiosa, ma dopotutto bisogna avere il caos dentro di se per partorire una stella che danzi.

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E i disegni che fa dove vanno a finire ? Alcuni sono scelti come illustrazioni per le copertine degli album dei Rudimentary Peni, altri, invece, attirano pian piano l’attenzione dei cultori della cosiddetta Arte Grezza, ovvero quella forma di espressione artistica totalmente priva di vincoli accademici o presupposti culturali. Comparse su libri e riviste specializzate, le opere di Blinko ricordano a qualcuno i dipinti del pittore spagnolo Francisco Goya o quelli dell’olandese Hieronymus Bosch. Accostamenti sicuramente audaci, ma che permettono ai disegni dell’artista inglese di venir esposti pubblicamente per la prima volta nel 1994 alla National Schizophrenia Fellowship, e successivamente presso mostre in Europa e negli Stati Uniti. Mica male come percorso artistico. Dal letto di casa fino alla prestigiosa Collection de l’Art Brut di Losanna. Roba da matti. Ma matti veri. Veri come il buon vecchio Nick.

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2 thoughts on “Rock, psicofarmaci e Nick Blinko

  1. Grazie delle preziose informazioni; non conoscevo questo artista, ma devo dire che i suoi disegni visionari hanno un che di tribale, di oscuro e di straniante che si cela dentro di noi. Alcuni riescono a superare la soglia per far emergere le proprie mancanze altri, e credo la maggior parte, hanno terrore a svelare i propri segreti, i più intimi. Che dire, il mondo è intriso di personalità, talvolta sconosciute, che in pochi istanti ti fanno riflettere su ciò che potrebbe essere.

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